Motoseghe

Le motoseghe (talvolta moto seghe) sono seghe meccaniche portatili dotate di motore. Molto diffusi sono i modelli con motore a scoppio.

L’invenzione della sega si deve al tedesco Emil Lerp che nel 1927, sul monte Dolmar in Turingia, dopo un lungo e faticoso periodo di ricerca, progettò e testò il primo prototipo di sega. Questa sega segnò l’inizio della svolta epocale per gli utilizzatori, nonostante pesasse 58 kg e dovesse essere utilizzata da almeno 2 persone contemporaneamente. È solo nel 1952 che compare la prima sega “da singolo”, segnando un ulteriore passo avanti per il trattamento del legno.

Una motosega consiste in un motore a due tempi alimentato con una miscela olio-benzina, in una “guide bar” che serve a trasmettere il movimento dal motore alla catena, la quale funge da lama vera e propria. Si tratta, infatti, di una catena assai simile a quella utilizzata nelle biciclette. Ogni segmento di questa catena ha una piccola lama, chiamata “dente”.

Alcuni modelli (meno potenti ma più leggeri) sono dotati di un motore elettrico (questo tipo di seghe sono dette anche elettroseghe)

Viene di solito utilizzata in attività come il taglio degli alberi, la potatura e il taglio dei tronchi degli alberi, sia da boscaioli che dai vigili del fuoco, per aprire varchi in strutture (case, automobili ecc.) incendiate. Alcune motoseghe hanno lame particolari, sviluppate appositamente per usi speciali, ad esempio i vigili del fuoco sono dotati di motoseghe con catene particolari in Widia per il taglio del metallo e per soccorrere persone intrappolate dalle lamiere di incidenti stradali o ferroviari, le stesse sono impiegate in cantiere per il taglio dei blocchi in calcestruzzo aerato autoclavato.

 

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